I canali artificiali e rivestiti fungono da barriere infrastrutturali insormontabili e rappresentano una trappola mortale per la fauna selvatica (compresi gli ungulati, i mammiferi di medie dimensioni e la fauna non bersaglio). Il progetto Living Lab affronta l’urgente necessità di integrare strutture di mitigazione efficaci – come rampe di emergenza per la fauna selvatica, uscite a pendenza e punti di attraversamento sicuri – nei lavori di rivestimento, ammodernamento e manutenzione dei canali in corso e previsti. Attraverso un approccio collaborativo di progettazione partecipata che coinvolge i consorzi di bonifica, le autorità regionali, gli enti di ricerca, gli agricoltori, le parti interessate locali, le ONG e le organizzazioni dedicate alla protezione degli animali e della natura, il progetto Living Lab si propone di risolvere i seguenti problemi:
– Ostacoli strutturali significativi che frammentano i corridoi ecologici e causano la morte diretta della fauna selvatica.
– L’assenza di linee guida ingegneristiche standardizzate e di criteri tecnici per la riqualificazione dei canali in modo da renderli più rispettosi della fauna selvatica.
Un ampio numero di soggetti interessati partecipa attivamente e trae beneficio dalle soluzioni innovative sviluppate in collaborazione all’interno del Living Lab:
Il coinvolgimento di ciascun gruppo di soggetti interessati è in linea con il loro specifico ambito operativo. In qualità di enti responsabili della realizzazione di lavori infrastrutturali e della manutenzione, i consorzi di bonifica sfruttano le proprie competenze ingegneristiche per progettare e realizzare strutture di mitigazione efficaci (ad esempio, rampe di emergenza per la fauna selvatica). Queste iniziative integrano i dati scientifici forniti dagli istituti di ricerca e dagli enti pubblici, basandosi sulle esigenze reali e sui riscontri provenienti da agricoltori, cacciatori, pescatori e gruppi della società civile.
Coinvolgere gli studenti delle scuole locali attraverso un approccio pratico e interattivo, facendoli partecipare al monitoraggio della fauna selvatica, alla valutazione degli effetti delle misure di mitigazione sulla sopravvivenza, sui movimenti e sul comportamento degli animali, all’analisi di soluzioni tecniche e alla progettazione di possibili misure di mitigazione e compensazione.
Un’iniziativa collaborativa congiunta volta a individuare soluzioni per migliorare la connettività degli habitat, ridurre la mortalità e il rischio di annegamento per la fauna selvatica e preservare la biodiversità.
Individuare le aree di intervento prioritarie sulla base di dati tecnici e scientifici, integrandoli con le conoscenze degli attori locali.
Progettare e testare sistemi innovativi per consentire agli animali selvatici di uscire dai canali e mettersi in salvo (ad esempio, rampe e pendii di emergenza).
Progettare e testare sistemi di dissuasione e prevenzione per impedire l’ingresso della fauna selvatica nei canali, compresi recinti naturali e artificiali.
Individuare i principali percorsi di transito e le aree di intersezione per migliorare ponti, cavalcavia e le relative infrastrutture di collegamento.
Individuare le aree destinate alla compensazione ecologica, ripristinando appezzamenti agricoli trasformandoli in zone umide, al fine di favorire la presenza di anfibi, rettili e invertebrati.
Progettare e mettere alla prova protocolli di monitoraggio innovativi per valutare la presenza della fauna selvatica all’interno, nelle vicinanze e nelle aree di passaggio e rifugio, al fine di verificarne l’efficacia.